domenica 15 gennaio 2017

cassetto n°174


La cultura ci avvicina alla conoscenza o ce ne separa?

Queste opere sono il frutto del tempo rubato ad altre attività, ad altre scelte, mentre da sempre cerco di esplorare i miei limiti per riflettere sulle relazioni, sul rapporto con la natura e con le forze che la compongono: dipingere è solo uno dei tanti linguaggi che possono permetterci di familiarizzare con le verità, affrontando le nostre ombre.
La mia pittura ha sempre e comunque risentito del rumore di fondo della mia esperienza, uscendone talora esaltata, talora mutilata, ma sempre diversa.
Le continue morti e rinascite che contraddistinguono il ciclo di tutto, possono indurci ad aprire gli occhi o a coprirli con tele sempre più spesse e fitte, la funzione che ha l'arte, per me, è appunto scostare il “Velo di Maya” e fare esperienza di “altre vite” “altri occhi” “ altri segni” possibili e procedere per altre stanze.
L'installazione “Il Velo di Maya” si pone appunto come un'esperienza sensoriale integrata e fusa con uno strato sonoro prodotto nell'ambiente dal progetto #Oltremusica di Paolo Cantarelli e Paolo Farnedi e i reperti di Matteo Gritti. 

L'interazione con il pubblico sarà indispensabile per creare un'opera durante lo svolgimento della mostra stessa e procedere, così, in nuove stanze.

venerdì 16 dicembre 2016

Cassetto n°173

Sardìnnia
Le radici piantate nel mare




La Sardegna raccontata in una mostra: persa tra Europa e Africa, coperta di mirto e asfodelo e da un filo di sangue... 
è come se non avesse mai veramente avuto un destino chiaro, vicina e lontanissima, preda di Spagna, Arabi e Fenici. 
Nessun fato. Lasciata fuori dal tempo e dalla storia, massa rocciosa che si erige sul mare.
Il popolo sardo e la sua terra vengono scrutati da Matteo Biserna in questa esposizione di pochi veloci disegni, segni aspri, accompagnati da una rapida degustazione di vini e prodotti tipici legati al territorio.
Un'occasione per parlare di un popolo profondamente umano e nuovo, legato alla terra e ai suoi frutti, come la romagna.
Siete tutti invitati a prendervi parte dal 20 dicembre 2016 allo Spanacaci Bistò, via Ungaretti 70, Russi.

martedì 29 novembre 2016

Cassetto n°172

Come ho detto alla recente presentazione di una mostra fotografica I N C I P I T: " ...per me la pittura è la lingua della minacce interne, che mi permette di rappresentarle e di parlare loro con una lingua comune".
Per chi vuol capire dove sta andando nessuna informazione è più preziosa di sapere di aver tanto da fare, da camminare.
Ogni giorno i tre maestri viventi che prediligo non fanno che indicarmi quest'unica, necessaria e stretta via.


Nell'ordine:

Odd Nerdrum, Nicola Samorì, Agostino Arrivabene.



lunedì 21 novembre 2016

Cassetto n°171


L'Inizio del Fuoco




Bruciare, cuocere, fertilizzare, rinnovare, dimenticare, augurare.
Le più antiche feste e i rituali dell'Italia e della Romagna rurale sono da secoli legate al fuoco: la sua funzione in campagna ed i miti ad esso connessi sono al centro di questa piccola produzione pittorica collocata all'interno del Forese Arte Festival a Castiglione di Ravenna (RA).
La sonorizzazione dell'esposizione è a cura di Alessandro Bucci (progetto Maka Isna) e di Francesco Lenzi con il quale cura il progetto Donnie's Leach 88.




sabato 5 novembre 2016

Cassetto n°170

I pensieri che non volevo mi toccassero tra ieri e oggi in ordine sparso sono:

- ogni volta che accendo il gas mi vengono in mente le vacanze in montagna
- ma io devo lavorare anche per comprare i cotton fioc delle orecchie?
- ma quando muori, allora poi basta?
- quanto manca a Pasqua?

Il resto è solo riscaldamento e affitto.

sabato 15 ottobre 2016

Cassetto n°169

Mi trovo a pensare a cosa sia un uomo, piegato i due con le chiavi dell'appartamento in mano e un dolore perpendicolare allo stomaco, mi chiedo cosa sia.
Mi piacerebbe fare un disegno, perché oggi riesco meglio con questo, ma qui non posso.
Era come vedere l'alba ogni volta, era come bere del fuoco
Se mi chiedessero cosa voglio oggi non avrei dubbi, questo è il vantaggio di perdere chi si ama: fare le proporzioni, vorrei tornare dove stavo, anche poco fa e ci stavo bene.
Se incontri qualcuno di davvero pericoloso, in giro, non potresti essere tu, dall'altra parte? 
Dovrei abituarmi a pensare in modo diverso. Ci sto investendo molto, non sempre è facile. Non lo è mai, in realtà
Ricordo la rabbia stampata nei luoghi della mia infanzia, ricordo parole che ferivano, e schiaffi veloci, che tagliavano l'aria sul mio naso. Ricordo che non avevo paura, ora ne ho molta.
Ricordo anche il giorno che capì che questa roba non sarebbe passata facilmente, e lo sconforto, la delusione, il lutto.
Trovai il modo di camminarci sopra, come ora che i pomeriggi sono scuse per spostarsi a bere caffè da un bar all'altro, scuse per spostarsi continuamente, mentre vorrei restare. Immobile. Dormire
Essere il tuo angelo mentre divento la cosa che ripudi, l'odio che ti paralizza. 

Essere.